Ipocondria
La paura di ammalarsi, di morire, di impazzire
Editore Franco Angeli, 2025
La paura di ammalarsi e di morire accompagna l’umanità da sempre, ma in particolare da quando – in epoca contemporanea – sono venuti meno i legami di solidarietà che per millenni hanno caratterizzato la nostra specie. L’angoscia di non poter confidare nel proprio corpo, avvertito come vulnerabile, e nella propria mente, percepita come a rischio di impazzire, ha dilagato nel mondo contemporaneo, tanto che non c’è oggi persona affetta da un qualche disturbo d’ansia che non soffra allo stesso tempo anche di ipocondria. Il disturbo ipocondriaco viene trattato ora con insofferenza ora con condiscendenza, a seconda che venga considerato come un segno di immaturità di fronte alle prove della vita o come la prova di una malattia genetica cui ci si dovrebbe rassegnare, col suo corteo di cure farmacologiche per tutta la vita. Si tratta di atteggiamenti non solo umilianti, ma anche scientificamente infondati.
Secondo l’Autore, l’ipocondria è un disturbo nella sfera dell’integrazione psicologica soggettiva. Affrontato con l’analisi dialettica dei conflitti interni e dell’armonizzazione delle parti della personalità, non solo può essere illuminato nella sua cristallina chiarezza, ma può infine essere risolto, restituendo alla persona il sentimento di una vita degna di essere vissuta.
Un testo di riferimento fondamentale per terapeuti e clinici, ma anche per tutti coloro che vogliano capire e affrontare le proprie angosce.
IPOCONDRIA: IL CORPO, IL PARIA DELLA MENTE
Nonostante la medicina preventiva, le cure mediche ossessive, la medicina estetica, la dietetica e le discipline alimentari, nonché l’attenzione che la psicologia moderna dedica al corpo come campo di battaglia nei disturbi alimentari e dei ricordi traumatici, il corpo è ancora uno sconosciuto. Di fatto è il paria, l’inferiore, l’escluso della mente. La mentalità occidentale si è costruita nella scissione dicotomica mente/corpo e ancora la filosofia della mente parla dei fenomeni mentali “in se stessi”, come se la mente non fosse radicata in un corpo.
Ma nell’ipocondria il corpo assume un’esistenza clamorosa, i suoi più piccoli segni possono scatenare angosce infinite, le persone che ne sono affette (un 20-30% della popolazione) ne vengono devastati. In questi casi il corpo non parla, URLA! Segno che di esso non solo gli ipocondriaci ma la nostra intera civiltà hanno capito molto poco. È un corpo impazzito perché la medicina si occupa solo delle patologie conclamate e la psicologia (tranne la bioenergetica e poche altre teorie) lo vede solo come deposito di memorie traumatiche. Ma il corpo parla in continuazione, è parte imprescindibile della psiche.
Il mio libro IPOCONDRIA restituisce al corpo la sua parola, ne svela la grammatica, spiega in quali e quanti modi determini il benessere e il malessere della psiche. L’inconscio e la psicoterapia si fanno allora testimoni e portatori della dimensione del corpo e delle sue sofferenze, e forniscono – nei sintomi, nei sogni, nei desideri, nelle retroazioni correttive – la sua versione della nostra esistenza. Sta a noi ascoltarlo.
Per maggiori informazioni:
https://www.amazon.it/Ipocondria-paura-ammalarsi-morire-impazzire/dp/8835173515/ref=sr_1_1


